In breve: un impianto elettrico va controllato quando salta spesso il differenziale, quando le prese scaldano, quando mancano la messa a terra o il salvavita, o quando la casa ha più di 25-30 anni e non è mai stata toccata. Sono segnali che si vedono senza attrezzi: riconoscerli per tempo evita guasti e spese più grandi.
Il differenziale salta spesso
Il differenziale, quello che in casa si chiama salvavita, interviene quando una parte della corrente si disperde verso terra. Se scatta una volta durante un temporale non è un problema. Se scatta spesso, sempre con lo stesso elettrodomestico acceso o senza un motivo evidente, c'è una dispersione da cercare: un cavo rovinato, una scatola con dell'umidità, un apparecchio guasto.
Il modo più semplice per capire da dove arriva è spegnere un interruttore alla volta e vedere quando smette di scattare. Se il quadro non è diviso in più linee, già questo è un segnale che l'impianto ha qualche anno.
Prese e spine che scaldano
Una presa tiepida dopo ore di stufetta può succedere. Una presa calda al tatto, annerita o che fa odore di plastica no: vuol dire che il contatto è allentato o che su quella linea passa più corrente di quella per cui è stata pensata. Le ciabatte collegate una dentro l'altra sono la causa più comune.
- non collegare forno, lavatrice e stufa alla stessa ciabatta;
- sostituire le prese che non tengono più la spina;
- far controllare la linea se il problema torna dopo il cambio della presa.
Niente messa a terra o prese senza il terzo foro
Le prese con due soli fori sono tipiche degli impianti fatti prima degli anni Novanta. Il terzo foro centrale è il collegamento a terra: serve a scaricare la corrente se un elettrodomestico ha un guasto all'involucro. Senza, il guasto lo scarica chi lo tocca.
Anche dove le prese hanno tre fori, non è detto che la terra sia collegata davvero. Si verifica solo con uno strumento di misura, ed è uno dei primi controlli che si fanno in una casa appena comprata.
La casa ha più di 25-30 anni
I materiali invecchiano: l'isolamento dei cavi si secca e si crepa, i morsetti si allentano, le scatole si riempiono di polvere. In più, un impianto pensato trent'anni fa non prevedeva piastre a induzione, pompe di calore, condizionatori e ricarica dell'auto. Se in casa sono arrivati carichi nuovi e l'impianto è rimasto quello, conviene farlo guardare.
Cosa chiedere a un controllo
- verifica della messa a terra e del differenziale con lo strumento;
- stato del quadro e divisione delle linee;
- sezione dei cavi rispetto ai carichi di oggi;
- stato di prese, interruttori e scatole di derivazione.
Prima di comprare o affittare casa
Chi compra casa può chiedere la dichiarazione di conformità dell'impianto. Se manca, perché l'impianto è precedente al 1990 o è stato modificato senza documenti, un tecnico abilitato può redigere la dichiarazione di rispondenza dopo un controllo. È un documento utile anche quando si chiede un aumento di potenza al fornitore.
Quando chiamare subito
Ci sono casi in cui non si aspetta: odore di bruciato dal quadro o da una presa, scintille quando si inserisce una spina, cavi scoperti, acqua vicino a prese o al quadro. In questi casi si stacca l'interruttore generale e si chiama un elettricista.
Per un controllo dell'impianto o per capire se il tuo va rifatto, puoi scriverci dalla pagina contatti o guardare i nostri servizi.